La PROCTOLOGIA è la branca della chirurgia generale che si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie anorettali, ovvero dell’ultima parte dell’intestino. E’ la più antica specializzazione documentata nella storia, in quanto già ai tempi dell’antico Egitto esisteva la figura del sacerdote “guardiano del sacro ano del faraone”. Nei secoli successivi molteplici sono stati i trattamenti empirici descritti per le varie patologie spesso associando ad una minima dose di scienza rimedi popolari come  unguenti e impacchi. Nel secolo scorso l’argomento è stato approfondito scientificamente da chirurghi generali soprattutto nel Regno Unito e solo negli ultimi 20 anni si sono venuti a creare degli specialisti che si occupano esclusivamente di queste patologie.
QUALI PATOLOGIE TRATTA?
Attualmente l’evoluzione della scienza e un sempre maggiore interesse nei confronti di problematiche spesso taciute in passato, hanno permesso di studiare numerose patologie benigne, funzionali ed oncologiche tra cui: stitichezza, prolasso rettale, rettocele, incontinenza fecale, emorroidi, ragadi, dissinergie del pavimento pelvico, disfunzioni post partum, tumori anorettali, ascessi, fistole, condilomi, ecc.
IN COSA CONSISTE LA VISITA PROCTOLOGICA?
Il primo incontro con il chirurgo proctologo è dedicato alla approfondita conoscenza delle abitudini intestinali, alla raccolta dei sintomi, dello stato di salute generale. E’ importante comunicare al medico non solo la situazione al momento della visita, ma anche la sua evoluzione nel tempo a partire dall’infanzia, il decorso di eventuali gravidanze, ecc.
Dopo il colloquio il paziente verrà fatto distendere sul fianco sinistro a gambe rannicchiate (posizione di Sims) e si procederà nell’ordine a:
1) ispezione della zona perineale (visione di eventuali lesioni, dermatiti, conformazioni anatomiche atipiche, ecc);
2) esplorazione rettale (valutazione funzionale con eventuali prove di contrattilità degli sfinteri, ricerca di masse palpabili, di zone di dolorabilità elettiva, ecc);
3) anoscopia (visione diretta del distretto anorettale fino a 6-8 cm dal margine anale).
Tutte le manovre sono eseguite senza alcun bisogno di preparazione intestinale o di anestesia, con un fastidio paragonabile a quello di una visita ginecologica o urologica. QUALI SONO I SINTOMI PER CUI È NECESSARIA UNA VISITA PROCTOLOGICA?
Sanguinamento: può essere espressione di emorroidi ma anche sottendere ad una patologia tumorale, per cui va sempre accuratamente indagato.
Dolore: numerose sono le patologie che evocano dolore anale - in genere trombosi emorroidaria, ragadi anali, proctalgia fugax, ascessi.
Bruciore: il bruciore anale o in particolare il dolore urente, esprimono generalmente una ragade sottostante.
Prurito: sintomo particolarmente aspecifico che può sottintendere a numerose patologie sia infettive che anatomiche, che vanno indagate.
Ano umido: espressione spesso di un prolasso rettale o di una forma di incontinenza lieve.
Tenesmo: la sensazione di dover defecare senza riuscirci; spesso è causato da un ingombro anorettale e merita sempre indagini accurate.
Stitichezza: sono molteplici le motivazioni che inducono un rallentamento della defecazione. Si possono distinguere principalmente in:
1) stipsi da rallentato transito, dove il colon non svolge la funzione propulsiva in modo competente;
2) defecazione ostruita, dove alcune patologie anorettali come prolassi, rettoceli, ecc impediscono un fruttuoso svuotamento dell’ampolla rettale.
Reperto di neoformazioni o escrescenze anali e perianali: vanno sempre indagate in modo accurato per determinarne la natura clinica. PREVENZIONE

Come per tutto l’apparato gastrointestinale, dopo i cinquant’anni è una buona norma preventiva effettuare un controllo almeno quinquennale, anche in assenza di sintomi, per scoprire in tempo eventuali patologie silenti. QUALE TERAPIA: MEDICA O CHIRURGICA?

A meno di eventuali urgenze proctologiche (come ad esempio un ascesso) o condizioni necessitanti un repentino intervento chirurgico, è preferibile seguire per un periodo alcune norme igienico-dietetiche consigliate dal proctologo, associate a una terapia medica. Dopo un’eventuale rivalutazione del grado di malattia e dei miglioramenti dopo la terapia medica, si potrà concordare con il medico l’intervento chirurgico.

E’ importante affidarsi a specialisti che siano in grado di effettuare un ampio numero d’interventi chirurgici e non solo una metodica, perché ogni paziente ha un’anatomia e una psicologia diversa. RECENTI INNOVAZIONI IN CHIRURGIA EMORROIDARIA

Recentemente il Dr. Niccolò Francioli ha messo a punto un innovativo intervento con tecnologia laser “emorroidoplastica ablativa laser assistita” (LHP: laser hemorroid plasty) con eventuale mucopessi associata.  Questo intervento è stato reso possibile solo da un laser a diodi di elevata potenza (Eufoton 1470) di recente introduzione e consiste nell’ablazione laser dei gozzi emorroidari con fibre coniche dedicate ad emissione frontale e circonferenziale, che sigillano e retraggono il gozzo emorroidario. Il risultato è assimilabile a quello di un intervento di emorroidectomia classica secondo milligan morgan senza però la presenza di tre ferite aperte, con il conseguente dolore associato, le complicanze precoci (sepsi locali, sanguinamento, ecc) e tardive (stenosi, incontinenza, ipersensibilità anale, ecc). Il paziente viene operato in anestesia locale con sedazione cosciente o in subaracnoidea “a sella”, la notte dell’intervento viene trattenuto nella struttura. L’intervento è ben tollerato e permette un veloce ritorno alle attività lavorative e di vita di relazione (generalmente in 7-15 giorni rispetto ai 30-40 di un intervento classico).

Si esegue:

  • visita specialistica proctologica

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Staff Medico:

Dr. Niccolò Francioli

 

 

 

 

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