promo tiroideIl ruolo del Laboratorio è fondamentale nella diagnosi di molte patologie tiroidee, anche perché i  casi in cui il sospetto clinico è forte sono rari, mentre sono decisamente più frequenti i casi in cui ci si trova davanti a sintomi vaghi ed aspecifici.

I test di laboratorio possono inoltre permettere non soltanto di fare o di escludere una diagnosi, ma anche di decidere sul trattamento sia nelle fasi iniziali che nel follow-up. Gli esami utili per approfondimenti tiroidei:

• TSH (ormone tireotropo ipofisario)

Il dosaggio della sua concentrazione rappresenta il test d’esordio per la valutazione dello stato tiroideo. Naturalmente è necessario che la capacità secernente dell’ipofisi sia intatta. Il suo livello riflette l’azione intracellulare dell’ormone tiroideo T3. La cellula ipofisaria tireotropa è un sensore del livello biologicamente attivo dell’ormone tiroideo circolante: una piccola riduzione degli ormoni tiroidei circolanti nel siero causa un incremento amplificato dei livelli sierici del TSH; al contrario, uno scarso incremento provoca una franca riduzione della concentrazione del TSH sierico. Pertanto il dosaggio della concentrazione di TSH sierico è un buon indicatore della funzione tiroidea a livello tissutale.  Il dosaggio esclusivamente di questo parametro, attualmente caldeggiato in nome del risparmio, come sostituzione del “pannello tiroideo” fornisce l’informazione necessaria ed è sicuramente più economico.  E’ importante ricordare che i farmaci (specie gli estrogeni, ma anche in senso contrario la fentoina e la carbamazepina) influenzano il livello del TSH in misura inferiore rispetto al livello del T4.

• FT4 (tiroxina libera)

Tenere sempre conto, in caso di risultati non convincenti, delle possibili interferenze farmacologiche (estrogeni, glucocorticoidi, dopamina, fentoina, carbamazepina, iodio, amiodarone, litio, eparina) e della contemporanea presenza di altre patologie non tiroidee.

• FT3 (triodotironina libera)

Il suo dosaggio è necessario molto raramente (T3- tossicosi, sindrome da bassa T3).

• AbTG (anticorpi antitireoglobulina) e AbTPO (anticorpi antitireoperossidasi)

Sono delle immunoglobuline di classe IgG prodotte in seguito al danno cellulare tiroideo indotto dall’infiltrazione linfocitaria ed alla conseguente “presentazione” dell’antigene alle cellule responsabili della risposta immunitaria umorale.

• Ab anti-recettore del TSH

La loro presenza è la causa dell’iperfunzione tiroidea nella malattia di Basedow. Agiscono legandosi al recettore specifico localizzato sulla membrana dei tireociti, stimolano la sintesi e la secrezione degli ormoni tiroidei, attraverso un’azione TSH-mimetica. Sono correlati al grado di attività della malattia e alla risposta di questa alle terapie, sia mediche che chirurgiche.

• TG (tireoglobulina)

La tireoglobulina è la sede molecolare della normale sintesi degli ormoni tiroidei. Il suo livello sierico riflette tre principali fattori: 1) la massa del tessuto tiroideo, 2) l’infiammazione e la distruzione del tessuto della tiroide, 3) la stimolazione del recettore del TSH sia da parte del TSH che degli anticorpi stimolanti. Il suo dosaggio può risultare elevato in molte patologie della tiroide (morbo di Basedow, gozzo multi nodulare, tiroidite sub-acuta) pertanto non rappresenta un test specifico e sensibile per la diagnosi di carcinoma. Ha come unica indicazione (come marker tumorale) nel follow-up dei tumori tiroidei differenziati, dopo tiroidectomia e distruzione del residuo tiroideo con iodio radioattivo; in questo caso un livello elevato, o un incremento dei livelli sierici di TG, indicano la persistenza o la ricorrenza della malattia.

• Calcitonina (ormone prodotto dalle cellule parafollicolari C)

Può riscontrarsi aumentato in corso di tiroidite autoimmune, iperplasia delle cellule parafollicolari o carcinoma midollare della tiroide e, con significato aspecifico, anche nelle malattie mieloproliferative e nei tumori del polmone e della mammella. Poiché, in realtà, rappresenta il marker  del carcinoma midollare, il suo dosaggio deve sempre essere eseguito nel corso dello studio iniziale del paziente con nodulo tiroideo per poter ottenere una diagnosi il più possibile precoce.

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