alimentazione energeticaPartendo dalla convinzione, maturata attraverso una lunga esperienza personale, che alla base di ogni disturbo e malessere c'è sempre uno squilibrio energetico, un'alimentazione sana ed armoniosa è essenziale e bisogna considerarla una vera medicina che, giorno dopo giorno, ci aiuta a mantenere un buon equilibrio fisico e mentale.

Il mezzo principale per ottenerlo è la ricerca di un tipo di alimentazione che permetta di stabilire un armonico equilibrio tra il nostro 'ambiente' interno e quello esterno; ritornare ad alimentarci secondo i ritmi ambientali e stagionali è un buon punto di partenza per agire sul nostro benessere psicofisico. 

L'uomo è nel suo insieme in un continuo equilibrio dinamico: è infatti sottoposto continuamente a degli stimoli esterni e interni ai quali deve adeguarsi per mantenersi in salute.

L'alimentazione può essere quindi un aiuto prezioso soprattutto se si conoscono le varie azioni che i cibi hanno sull'organismo.

La natura in questo ci viene incontro: non a caso durante il periodo estivo, in cui c'è molto caldo, la terra produce frutti e verdure che hanno al loro interno molto liquido e che quindi svolgono un'azione rinfrescante sul nostro organismo. La scelta di mangiare alimenti che crescono in quella stagione ha quindi la sua importanza, infatti questo accorgimento aiuta a bilanciare il lavoro che l'organismo sta compiendo semplicemente per mantenere costante la sua temperatura interna. Dovremmo imparare a scegliere il cibo considerando, oltre ai fattori climatici, anche quelli relativi alle condizioni individuali, all'ambiente in cui si vive, ai bisogni dell'organismo in quel dato momento e in quella data situazione.

Da quanto detto risulta ovvio come una dieta non può essere uguale né per tutti né sempre per la stessa persona.

Da una parte è quindi importante conoscere se stessi, le proprie necessità e difficoltà, dall'altra conoscere i vari alimenti, la loro natura e la loro azione sull'organismo umano.

Da un punto di vista energetico i cibi possono essere classificati per il loro colore e la loro forma, per il loro sapore e per la loro natura; a questa classificazione si può aggiungere il modo di preparazione, che può modificare notevolmente o esaltare la proprietà del cibo.

1) Classificazione per forma e colore:
Prendendo in considerazione il mondo vegetale, più il frutto o la verdura è compatto, quindi poco liquido, con una crescita lenta a contatto o sotto il terreno, più è un vegetale che avrà sull'organismo un effetto tonico e corroborante rispetto invece alle foglie e ai frutti che per il contenuto di liquido e le caratteristiche di crescita hanno un effetto più rilassante. Nelle stagioni fredde saranno da preferire il primo tipo, mentre l'altro in quelle calde per il loro maggiore apporto di liquidi. Le radici di una pianta hanno infatti la tendenza a concentrare e ad accumulare energia, mentre i fiori, le foglie e i frutti tendono più a distribuirla. Per questo le radici più coriacee manifestano in modo più accentuato questa tendenza rispetto alle radici più tenere oppure ai bulbi, come le cipolle, che hanno una forma rotondeggiante e una consistenza meno dura. Lo stesso discorso può essere fatto per le foglie più larghe che hanno una maggiore tendenza a espandere rispetto a quelle più piccole (vedi per esempio la differenza fra la lattuga e la rucola). Nello stesso pasto è utile che siano presenti come verdure: radici, foglie e frutti per bilanciare i due aspetti energetici di tonificazione e di distribuzione dell'energia, privilegiando maggiormente quel tipo di verdura o alimento in genere che abbia l'azione di essi in quel momento l'organismo ha più bisogno. Per esempio se fa freddo è meglio scegliere quei cibi che hanno un effetto tonificante; la stessa situazione può essere utile, prescindendo dal clima, anche quando una persona è particolarmente stanca, debole e ha bisogno di essere stimolata con cibi che tonificano la sua energia. Viceversa nelle situazioni di grossa tensione emotiva, uno spazio maggiore dovrebbe essere dato a cibi più rilassanti.

Un caso particolare è rappresentato dai cereali che rappresentano nello stesso tempo seme e frutto, cioè l'inizio e la fine del ciclo vegetale. Per questo motivo i cereali (e quando parlo di cereali, è meglio preferire sempre l'integrale o il semintegrale) hanno costituito da sempre la base della nostra alimentazione insieme a verdure e legumi e dovremmo abituarci a consumare un cereale in chicco (riso,farro,orzo. ecc) almeno una volta al giorno. Nel cereale in chicchi infatti sono presenti in forma bilanciata e non estrema le due energie: quella espansiva e quella contrattiva.

Anche il colore del cibo è importante, perché ognuno ha sull'organismo sia un effetto generale (i colori più accesi, quali il  giallo, l'arancione e il rosso, tendono più a stimolare l'energia dell'organismo, mentre i colori più scuri e freddi tendono a rallentarla) che locale sul singolo apparato.

Secondo la medicina energetica orientale, ogni colore entra in sintonia con un determinato organo: il bianco con il polmone e quindi con l'apparato respiratorio nel suo insieme, il viola-blu-nero con il rene e l'apparato urinario, il rosso con il cuore e l'apparato cardiocircolatorio, il giallo con milza/stomaco, il verde col fegato.

In un pasto equilibrato la presenza di questi colori da' nutrimento a tutti gli organi, se poi abbiamo particolari carenze a livello di un apparato possiamo dare più spazio al colore che gli corrisponde. 2) Classificazione per sapore:
Ogni alimento ha un suo sapore specifico e il sapore è molto importante perché, secondo la MTC, ognuno nutre un determinato organo. I sapori pero' non devono mai essere tossici, cioè troppo accentuati, in quanto possono bloccare il funzionamento dell'apparato a cui sono collegati.

Il troppo dolce per esempio ha un effetto nocivo indebolendo l'organo a cui corrisponde (milza-pancreas), mentre un dolce naturale come può essere quello della frutta, del malto, delle carote o della zucca, per esempio può tonificarlo.

Nella medicina cinese i sapori significativi con una funzione specifica sui vari organi sono cinque (acido-amaro-dolce-piccante-salato), mentre per quanto riguarda la medicina ippocratica, che ha la sua base nei quattro elementi, i sapori sono quattro (collegati ad apparati differenti rispetto alla medicina cinese).

Per non complicare ulteriormente il tutto, quello che si può suggerire è di utilizzare tutti i tipi di sapori naturalmente in forma equilibrata.

Quando un organo è in deficit si può avere desiderio del sapore a esso collegato: è importante in questi casi seguire questi bisogni ricercando però quel sapore in forma attenuata e non tossica per non indebolirlo ulteriormente. Se invece si ha un'avversione per un dato sapore, ciò indica che l'organo a lui corrispondente non è
in grado di metabolizzarlo.

3) Classificazione per natura:
I cibi possono essere classificati secondo la loro natura: calda, fredda o neutra. Alcuni alimenti sviluppano poco calore, soprattutto se sono stati prodotti in paesi freddi, se sono cresciuti all'ombra, a bassa altitudine e d'inverno e hanno un'azione rallentante in generale sull'energia dell'organismo. 

Il latte, per esempio, è freddo come natura, produce un rallentamento della circolazione linfatica e del metabolismo; diventa quindi un alimento poco adatto alle persone che tendono al sovrappeso e a tutti quei soggetti che hanno problemi linfatici (per esempio bambini che hanno spesso affezioni alle prime vie respiratorie con tonsille o adenoidi ingrossate o con la tendenza a produrre muco).

Gli alimenti con natura fredda possono essere indicati in estate oppure in caso di malattie febbrili o nei casi in cui il metabolismo è particolarmente accelerato.

Cibi con natura calda sono per esempio la carne e le spezie. La qualità' calda dell'alimento è determinata, oltre che dalla sua natura, dal fatto anche di essere cresciuto in un clima caldo, in pieno sole e ad alta quota. Sono da consigliare a persone freddolose o con il metabolismo lento o a persone depresse.

La natura dell'alimento può essere poi modificata dal tipo di preparazione del cibo.

Per esempio il latte che ha natura fredda e quindi può rallentare la digestione, ha un effetto riscaldante se lo si scalda e gli si aggiunge della cannella.

Le temperature alle quali vengono consumati bevande e alimenti agiscono inoltre su tutto l'organismo: con un'azione disperdente per quanto riguarda le temperature estreme, tonificante per le medie.

4) Metodi di cottura e di preparazione del cibo
I vari metodi di combinazione, preparazione e cottura del cibo possono ulteriormente accentuare o diminuire le loro proprietà.

Per esempio cuocendo per un tempo più lungo gli ortaggi, si ottiene un effetto più tonico e rinforzante (soprattutto se, nel caso delle verdure, si usa l'acqua che eliminano durante la cottura); infatti l'effetto della fiamma per tempi lunghi da' al cibo una maggiore energia tonica.

Quando si cuociono i cereali, regolando l'uso di acqua, fuoco, sale e pressione, possiamo avere effetti diversi:se vogliamo privilegiare l'effetto tonico dovremmo usare meno acqua, un po' più di sale e una cottura a pressione più lunga o con fiamma medio-alta; se invece vogliamo bilanciare situazioni di contrattura e rigidità, potremo cuocere il riso con più acqua, meno sale e non in una pentola a pressione.

Tostando leggermente i cereali prima di cuocerli otteniamo un effetto più rinforzante, utile nei soggetti obesi o atonici; lasciando invece ammorbidire il cereale nell'acqua prima della cottura, avremo un effetto più rilassante sui tessuti e in generale sull'organismo.

Non è un caso che in inverno, quando il corpo ha bisogno di concentrare e mantenere la sua energia all'interno, si preferisca una cottura lunga del cibo, mentre in estate si preferiscono verdure scottate in acqua bollente o crude per il loro effetto rinfrescante.

La cucina a gas costituisce un modo equilibrato di cottura per la costanza del calore e per la lentezza, mentre con l'elettricità si ha una maggiore rapidità nella cottura e quindi una maggiore dispersione dell'energia dell'alimento. 

Dalla mia esperienza personale ho visto che maggiore attenzione e cura a quello che si mangia e al modo di prepararlo influisce notevolmente sul nostro stato di benessere nell'accezione più ampia del termine.

Per finire, ho riassunto alcuni punti da seguire:
a) mangiare in giuste quantità, in modo da mantenere un peso stabile: ogni alimento superfluo comporta una spesa supplementare d'energia da parte del tubo digerente e indebolisce l'organismo;
b) masticare bene soprattutto i cereali, che se giungono all'intestino insufficientemente trasformati fermentano e danno gonfiore;
c) bere poco durante i pasti, soprattutto se sono ricchi di frutta e verdura;
d) evitare di mangiare in uno stato di tensione o di collera per non bloccare il funzionamento della cistifellea e quindi della digestione nel suo insieme;
e) consumare cibi di stagione e di natura complementare rispetto al clima esterno; se un alimento di quella stagione ha una natura uguale al suo clima, è possibile modificarla con un'adatta preparazione. Per esempio i funghi crescono in autunno e hanno una natura molto fredda che può essere diminuita usando una cottura lenta con spezie o erbe che hanno un effetto riscaldante, in modo da trasformarlo in un piatto con natura neutra o tiepida adatta al clima autunnale.

 

 

Articolo a cura della
Dr.ssa Alessandra Cremonini

 

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