immagine drssa cremonini per articolo

La Bioimpedenziometria è la metodica attraverso la quale i nutrizionisti analizzano lo stato di idratazione, valutano la massa grassa e la massa magra e stimano il metabolismo basale.

 

Bioimpedenziometria: cosa ci permette di valutare?
Un aspetto prioritario per chi vuole stare in salute (anche se normopeso), per chi vuole recuperare un sano peso forma o migliorare la performance sportiva, è quello di conoscere la propria composizione corporea e il peso indicato dalla bilancia non ci fornisce informazioni complete.

Di fondamentale importanza per il nutrizionista è conoscere la composizione corporea del suo paziente. Ciò non vuol dire conoscerne solo il peso, ma significa capire in modo oggettivo ed analitico da cosa è composto (muscolo, acqua, grasso) e come queste componenti cambiano nel tempo. Infatti, per definire in modo accurato la composizione corporea di un individuo occorre stimare la percentuale di massa magra, costituita dall'apparato scheletrico, organi e muscolo, nonchè la quantità di liquidi così da capire se ci troviamo di fronte ad una condizione di disidratazione o ritenzione idrica e ovviamente stimare la percentuale di massa grassa (tessuto adiposo).

La bioimpedenziometria ci dà informazioni su tutti questi aspetti, ma come?

 

Bioimpedenziomentria: come funziona?
La bioimpedenziometria (BIA) va condotta sul paziente a digiuno da almeno due ore e possibilmente senza aver condotto attività fisica poco prima; si consiglia inoltre di evitare caffè o bevande eccitanti prima dell esecuzione.

Si sconsiglia di eseguirla solo in caso in cui il paziente stia assumendo cortisone, antibiotici o chemioterapici, in quanto i dati portebbero essere alterati dal farmaco.

Il paziente si distende con le gambe leggermente divaricate e le braccia poco distanti dal corpo e mantiene la posizione supina per qualche minuto.

Si tratta di una tecnica del tutto indolore che si esegue applicando 4 elettrodi cutanei: una coppia sul dorso della mano e una coppia sul dorso del piede; questo permette di poter fare il test anche in bambini (dai 6 anni in poi).

Si può eseguire la BIA e anche su donne in gravidanza.

I cavetti dell'analizzatore sono collegati con pinzette agli elettrodi che iniettano un impulso di corrente alternata a 50 kHz d'intensità, innocua per i tessuti (400 mA). La corrente penetra nel corpo del paziente e poi torna indietro allo strumento fornendoci dei valori di resistenza elettrica che vengono elaborati da uno specifico software.
Il principio alla base della bioimpedenziometria è quello per cui i tessuti biologici si comportano come conduttori, semiconduttori o isolanti. Le soluzioni elettrolitiche intra ed extracellulari dei tessuti magri sono ottimi conduttori, mentre osso e grasso sono sostanze isolanti, e non vengono attraversati dalle correnti utilizzate. Poiché la resistenza aumenta all'aumentare della massa grassa (perché il tessuto adiposo si comporta da isolante e non lascia passare la corrente elettrica) mentre diminuisce all'aumentare della massa magra (perché l'acqua e di muscoli si comportano da conduttore lasciando quindi passare la corrente) questa tecnica ci permette di determinare indirettamente le percentuali dei 3 compartimenti corporei: massa magra, massa grassa e acqua.

Valutando quindi la resistenza indotta dai tessuti al passaggio della corrente, calcolata la reattanza, trascritti questi valori in un algoritmo che tiene in considerazione anche il sesso, età, peso ed altezza della persona, è possibile descrivere la composizione corporea del soggetto.

  

Bioimpedenziometria: perchè così utile per il nutrizionista?
Per capire l'utilità di questa tecnica, dobbiamo prima capire in modo semplice cosa significa dimagrire. DIMAGRIRE SIGNIFICA SEMPRE ED ESCLUSIVAMENTE PERDERE MASSA GRASSA! Per semplificare immaginiamo che il nostro peso sia la somma algebrica del peso dei 3 compartimenti:
MASSA MAGRA (massa muscolare, ossa e organi interni) + LIQUIDI (acqua intra ed extracellualre) + MASSA GRASSA (grasso di deposito e grasso di struttura).

Un esame bioimpedenziometrico professionale è in grado di misurare questi tre compartimenti e ci dice quale compartimento è aumentato, diminuito o rimasto invariato. Misura inoltre anche il metabolismo e le sue variazioni.

Per capire l'importanza di questa tecnica non solo per il Nutrizionista ma anche per il paziente, riporto qualche esempio:
1. Anna sta seguendo il nuovo regime alimentare da 4 settimane e si presenta da me al controllo; ha fatto sport come avevamo deciso, mi dice che ha "sgarrato" solo qualche volta a cena.
La sua bilancia le dice che ha perso 3 kg. Ammettendo che il calo sia lo stesso anche con la mia bilancia, proseguo con l'esame bioimpedenziometrico.

Risultati:
↑ aumento di massa muscolare di 0,5 chili
↓ perdita di 1,5 chili di acqua extracellulare (Anna soffriva di una leggera ritenzione idrica)
↓ perdita di di 2 chili massa grassa (Anna ha rispettato la dieta e ha svolto regolare attività fisica)
Anna non è dimagrita 3.5 kg ma il suo dimagrimento effettivo è di 2 kg, tuttavia il risultato più importante è sicuramente l'aumento di massa muscolare. 2. Carla è al suo controllo dopo 4 settimane. Non è riuscita a svolgere sempre attività fisica come avevamo programmato insieme. Carla però ha seguito molto scrupolosamente lo schema nutrizionale. La sua bilancia le dice che ha perso solo 5 etti (anche se sente i vestiti più larghi); proseguo con l'esame bioimpedenziometrico.
Risultati:
↔ massa magra invariata (qualsiasi dieta senza attività fisica non aumenta se non di pochissimo la massa muscolare)
↑ aumento di 1,3 chili di acqua extracellulare
↓ perdita di 1,7 chili di massa grassa
Carla non è dimagrita 4 etti ma 1.7 kg poiché l'aumento di acqua non è preoccupante poiché dovuto alla prossimità del suo ciclo mestruale e andrà via velocemente. Il solo peso indicato dalla bilancia è e rimarrà sempre e solo "un dato" e non ci fornisce informazioni sulla quantità di massa grassa e massa muscolare che abbiamo, né ci indica se siamo ben nutriti o ben idratati o se per contro siamo in una condizione di disidratazione o ritenzione idrica. Attraverso questa valutazione, invece, siamo in grado di capire se si è correttamente idratati, se vi è una buona quantità e qualità di massa muscolare, se ci si sta alimentando correttamente, se l'allenamento sta dando i risultati sperati oppure se ci si sta allenando troppo.
Diventa poi un esame fondamentale e indispensabile anche per tutti quei soggetti "infiammati" o con patologie che necessitano di un regime alimentare antinfiammatorio o specifico in quanto in trattamento con farmaci. Nello sport professionistico e amatoriale, consente di monitorare le variazioni dei vari compartimenti corporei durante l'allenamento e lo stato di idratazione dell'atleta, parametri sulla base dei quali è possibile suggerire modifiche in grado di migliorare la performance atletica.

 

RIASSUMENDO, la gamma di parametri elaborata dal software BIA permette di accedere ad un panorama completo su:
• stato di idratazione
• quantità dei tessuti muscolari
• grasso corporeo
• indici specifici per uso pediatrico
• stati di malnutrizione
• perdita ponderale e localizzata di peso

 

LA BIA TRICOMPARTIMENTALE E' UTILE QUINDI PER:
• perdita di peso e regimi nutrizionali speciali
• prevenzione e valutazione del declino muscolare e delle alterazioni idroelettrolitiche
• valutazione e follow up dei programmi di allenamento e potenziamento muscolare
• valutazione e follow up dello sviluppo corporeo e staturo-ponderale in età pediatrica
• studio delle variazioni strutturali e pato-fisiologiche di tessuti molli e fluidi in piccoli distretti corporei
• valutazione e monitoraggio di problematiche come linfedemi, cellulite, disidratazione

Prima di intraprendere qualsiasi dieta o programma di attività fisica, è quindi fondamentale eseguire un'analisi della composizione corporea dettagliata per stimare lo stato fisico, il grado di sovrappeso o obesità, lo stato nutrizionale, lo stato di idratazione, il metabolismo basale e il relativo dispendio energetico. Solo dopo aver ottenuto tutta una serie di valori fondamentali, possiamo proporre un corretto allenamento e un'alimentazione appropriata, sia dal punto di vista qualitativo che dal punto di vista quantitativo.

 

 

Articolo a cura della
Dr.ssa Alessandra Cremonini

 

Disponibile per appuntamento:

martedì pomeriggio

 

Poliambulatorio Castello © 2021